Visualizzazione post con etichetta Milanimal Quotes. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Milanimal Quotes. Mostra tutti i post

venerdì 29 ottobre 2010

Vincere o superarsi.

Vincere potrebbe essere una variante del latino vincìre da cui victus dove il vinto altro non sarebbe che il nemico legato e condotto in servitù. Oppure si potrebbe cercare il significato della parola nella radice wik che rimanda sempre alla guerra, al combattimento, alla forza. Per cui vincere sarebbe costringere con la forza, raccogliere i frutti della guerra.
Quindi vincere non esiste senza combattere. Anche metaforicamente. La vittoria affonda le sue radici nello scontro, nella battaglia. E' il risultato di quel moto orizzontale furibondo che permette al protagonista di travolgere e, appunto, vincere chi gli sta di fronte.
Tutto il potere di superare sta nel prefisso super, stare sopra. Anzi, in questo caso, andare sopra. Superare vuol dire salire, scalare, arrivare in cima. Sopra appunto. Non necessariamente abbattendo un nemico ma alle volte affrontando prove ben più dure. Superarsi non da scampo. Non esistono scuse che giustifichino il fallimento nel misurarsi con se stessi. Essere meglio di quello che si è stati è un dovere. Per tutti.

martedì 12 gennaio 2010

Primo Comandamento: "Agire"


Un lottatore di jiu-jitsu ha il dovere di agire!!
Per vincere, si deve rischiare, provare, agire insomma!!
Punto e basta..
E' semplice ma non bisogna farsi ingannare..
La maggior parte di noi oggi vive - anzi, in realtà, sarebbe meglio dire "tira avanti"!! - in uno stato di intontimento completo e di sfocata mediocrità. Non ha mai scelto, non ha mai fatto accadere qualcosa volontariamente!!
..far accadere "le cose" vuol dire cercare i propri sogni!!
I vincenti non vincono medaglie o trofei, prendono provvedimenti..fanno..hanno un appetito infinito di "possibilità"..vivono in un flusso costruttivo..sempre alla ricerca di un modo, un sistema, uno strumento..avendo sempre in mente quale sarà la prossima mossa da fare!!

lunedì 28 dicembre 2009

Jiu-Jitsu: E-Voluzione o IN-Voluzione?!


"Più che dare risposte sensate, una mente scientifica formula domande sensate" Claude Lévi-Strauss, Antropologo, psicologo e filosofo
"La posizione di controllo tradizionale dei "100 quilos", che diventò, nel linguaggio dell'accademia, "cem quilo" (senza la "s"), faceva allusione alla capacità di un buon lottatore, leggero ma tecnico, di liberarsi di una "seccatura" che pesasse "100 quilos". Ora, per generare questo peso di "100 quilos", bastavano i miei poco più di 60 chili ben distribuiti sul petto di qualcuno. Non serviva pesare "100 quilos"! Oggi, qualsiasi giovane ben nutrito arriva in un'accademia di jiu-jitsu che pesa già più di 80 chili, essendo altresì molto comune arrivare a pesare 100 chili o, addirittura, superarli. Il nome della posizione di controllo, allora, dovrebbe essere cambiata in "200 quilos", perchè 100 corrispondeva a un altro Brasile e a un altro tipo di atleta." Arthur Virgilio Neto, Senatore e cintura rossa e nera di jiu-jitsu
Da diversi anni il jiu-jitsu fa parte della mia vita..in un giorno, ormai, passo più ore a piedi nudi sul tatami di quante ne passi in giro per Milano con le scarpe..in media sono 6 ore di jiu-jitsu per ogni lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato che passi sulla faccia di questa terra..e, quindi, tanto quanto per un uomo di trent'anni sia normale pensare al suo futuro, per me lo è cercare di capire quali saranno i piani evolutivi del "mio" jiu-jitsu!!
Il cuore mi dice che gli uomini sono buoni, volenterosi e capaci, e che quindi il jiu-jitsu non riuscirà a fermare la sua corsa verso nuovi movimenti, nuove tecniche..l'esperienza, invece, mi dice che la pigrizia e l'esaltazione dell'ego contagiano più che la peste nel Medioevo e che il jiu-jitsu, così come sta capitando al judo, disciplina simile ma non analoga, subisca un processo involutivo, di schematizzazione..utile solo al principiante per superare lo scoglio delle prime lezioni in kimono!!
Dove si andrà a finire?! Qual è il "giusto mezzo"?! E' giusto che si arrivi a chiamare una tecnica di lotta "Banana Split" o sarebbe meglio lasciare il nome a qualche grande chef?! Si può subire un processo di evoluzione senza cambiare nell'anima, nello spirito?! Il jiu-jitsu, sistema di difesa personale efficiente, può essere solo sport?! Qual è e quale sarà il vero banco di prova di un lottatore di jiu-jitsu nel futuro?! Il tatami di un campionato o il jiu-jitsu ha veramente l'opportunità di manifestarsi in ogni momento della vita di un buon lottatore?!
Io faccio il tifo per quel jiu-jitsu che cambia la mente, che salva, che regala autostima ed esempi sani da imitare, per quel jiu-jitsu che resta moderno e che non dimentica le sue origini, efficace senza mai sembrare strano, impossibile da decifrare eppure così semplice..faccio il tifo per quel jiu-jitsu che attraverso le sue mille varianti ad una tecnica vuole mostrare lo stesso principio..faccio il tifo per quel sistema di combattimento regolato da due semplici variabili: la forza di gravità e un blocco meccanico, il suolo, il terreno..spero proprio che il mistero di quel jiu-jitsu resti mistero..il jiu-jitsu, per me, è e resterà sempre un punto di domanda indecifrabile!!

giovedì 5 novembre 2009

Le parole di un Maestro: Alvaro Barreto


Queste sono le parole di un  Maestro:
[..] Per me, il jiu-jitsu è costituito da soli quattro elementi o fasi evolutive ed è assolutamente necessario cercare di comprenderle tutte:
Primo. Il jiu-jitsu è una filosofia riassumibile nelle parole "dare per vincere". Ad esempio, se fate forza con le braccia offrite al vostro avversario un punto di leva da usare contro di voi. Se, al contrario, rimanete rilassati togliete al vostro avversario questo punto e così, pur sembrando deboli, siete più forti.
Secondo. Il jiu-jitsu è un sistema d'insegnamento che permette un accesso indiscriminato alle regole del vivere civile, al rispetto di sé stessi e del prossimo, al coraggio, alla disciplina e all'onore.
Terzo. Il jiu-jitsu è anche una terapia. Se un uomo è troppo aggressivo, si calmerà. Se invece è debole, diventerà più forte.
Quarto. Solo alla fine il jiu-jitsu è un sistema di combattimento. Oggi soprattutto nel mondo delle MMA, le persone si concentrano solo su quest'ultimo aspetto e ignorano i primi tre.
[..] Quando mi chiedono qual è l'essenza del jiu-jitsu, rispondo che il jiu-jitsu non è un fine, ma un mezzo per cercare e costruire una vita migliore. [..]
[..] Dal mio punto di vista il jiu-jitsu è costituito da quattro elementi tecnici: la difesa personale, le tecniche di sottomissione (leve e strangolamenti), la lotta in piedi e la lotta al suolo. Per diventare lottatori completi dovete conoscere tutti questi elementi, perché ognuno è di aiuto agli altri. [..]
[..] Alcuni insegnanti non vivono in modo retto. Un buon insegnante dovrebbe essere prima di tutto un buon cittadino con un buon livello culturale, ad esempio di livello universitario. Questo elemento gli permetterebbe di essere più efficace nella trasmissione delle informazioni. Gli studenti hanno bisogni di un leader al quale poter fare riferimento perché nella maggior parte dei casi cercano insegnanti in grado di infondere nel loro animo forza e fiducia in loro stessi. [..]

giovedì 8 ottobre 2009

CITAZIONI..

Pillole di saggezza, semplici esperienze, aneddoti..
Chiamatele come volete. In ogni caso il mondo del jiu-jitsu brasiliano e dello sport più in generale ne è pieno e alcune vale proprio la pena di riportarle!!
"If you know how to teach kids you can teach anybody" Zé Beleza
"A true athlete knows perfectly what goes on in his own body" Emil Zatopek
"Cowardice is a state of spirit that has never made it through the doors of our academy" Grandmaster Carlos Gracie
"Having it easy makes you weak. I have to suffer, to take it out on the guy when I'm in the ring" Renzo, on giving up first class on the plane taking him to Pride
"In my life I’m never competing to be better than someone else, I’m always competing with myself" Ricardo Cachorrão
"It was the first time I didn’t fear my opponent, and the first time I lost" George Foreman, about his fight vs. Ali, in 1974
"Live each day as though it were the last. One day you’ll get it right" Luis Fernando Verissimo, writer, simplifying the samurais’ ideal
"Under the bandage on my ear is a chip that automatically translates the instructions from Portuguese to Japanese" Kazushi Sakuraba
"If I were on the plane, I’d let them know: 'If you want to hijack this plane, you’ll need something more than those knives'" Chuck Liddell, after 9/11/2001
"Folks still confuse courage with stupidity and caution with cowardice" Sérgio Ignávio, policeman and black belt
"That doesn’t change the fact that I didn’t fight well and lost that night. I don’t want them to give me the belt back, I’d rather fight for it" Randy Couture, after Josh Barnett was caught doping, in 2002
"Helio Gracie was Brazil's first sports hero. Dad was shaking things up 30 years before Pele was born" Rorion Gracie
"In anything in life, you always have two options: you can either be the best or just one more in the crowd. I always wanted to win" Roger Gracie, still a brown belt
"Now and again I recall an old teacher of mine who’d scold me for the slightest altercation at school: ‘Fighting’s not going to get you anywhere! You’ll never be anybody if you keep fighting!’ I’d give anything to see her face now" Renzo Gracie, in the United Arab Emirates
"Jiu-Jitsu conquered the world for being a martial art less based on methodology and more reliant on cunning" Rilion Gracie
"A coward is not one who runs from combat. A coward is he who even knowing he is superior, hurts someone weaker than him" Bruce Lee
"A fighter should put on a poker body, revealing nothing of his next move to the other" Bruce Lee
"When you train with a beginner for the first time, treat him like a champion: be respectful and don’t go easy on him" Nelsinho Monteiro
"Success relies on minor details to which most pay no attention" Wanderlei Silva

mercoledì 16 settembre 2009

MILANIMAL A.S.D. - Anno 2010/2011

Sono aperte le iscrizioni a MILANIMAL A.S.D. per l'anno accademico 2010/2011!!

Perché iscriversi:

Iscriversi a MILANIMAL A.S.D. è fondamentale. Significa dare un piccolo contributo allo sviluppo della pratica sportiva del jiu-jitsu brasiliano. Significa avere un’assicurazione che copre da eventuali infortuni, occorsi durante l’allenamento in palestra o la pratica agonistica, così come preteso in tutti gli ambiti sportivi più seri. Significa poter partecipare a tutte le iniziative di MILANIMAL A.S.D. – seminari e/o acquisto di maglie e gadget di MILANIMAL – “viaggiando in corsia preferenziale”, ovvero con sconti rispetto ai non iscritti, o addirittura gratuitamente. Significa aiutare gli atleti più meritevoli di MILANIMAL A.S.D. garantendo loro un rimborso spese minimo così come è già stato fatto in passato.

Come iscriversi:

Per iscriversi a MILANIMAL A.S.D. basta pagare la quota associativa di 35€/anno. I metodi di pagamento sono:

  • Tramite bonifico bancario usando il seguente codice IBAN IT38W0200801623000011139911 – intestato a MILANIMAL Associazione Sportiva Dilettantistica – specificando che si tratta della quota associativa annuale.
  • Tramite carta di credito in maniera semplice e sicura, attraverso il pulsante di pagamento offerto da PayPal che trovate all'inizio della sidebar in questa stessa pagina. Purtroppo, a causa dei costi di servizio imposti da PayPal l’importo da pagare è non più di 35€ ma di 36,70€.

La validità dell’iscrizione a MILANIMAL A.S.D. va dal 1° settembre al 31 agosto e deve essere rinnovata annualmente. Per completare la procedura d’iscrizione ed ottenere così la tessera di riconoscimento dell’E.N.D.A.S. di MILANIMAL A.S.D. bisogna fornire i seguenti dati anagrafici senza i quali diventa impossibile ottenere dall’ente di promozione sportiva al quale MILANIMAL A.S.D. appartiene la propria tessera di riconoscimento e la corrispondente assicurazione soci – UNIPOL, la cui attivazione partirà entro un mese dal pagamento della quota associativa. I dati devono essere inviati all’indirizzo milanimal@gmail.com entro e non oltre 24 ore dall’iscrizione.

Nome e Cognome: ...
Data e Luogo di Nascita: ...
Residenza: ...

L’iscrizione è obbligatoria solo per gli agonisti ai quali viene ulteriormente richiesto di presentare un certificato medico che dichiari l’atleta stesso idoneo alla pratica agonistica entro la prima competizione dell’anno accademico 2010/2011. Per quanto riguarda invece gli amatori l’iscrizione è assolutamente facoltativa.


martedì 9 giugno 2009

2 Giugno 2009 - Festa della Repubblica

Per festeggiare con un pò di ritardo, lascio un bel brano di un "celerino" romano tratto da "A.C.A.B.", l'ultimo libro di Carlo Bonini..e buona lettura a tutti!!
Nell'italietta del buonismo dove lo scopino diventa, perchè il termine è offensivo, spazzino e poi, perchè ancora offensivo, operatore ecologico (tra l'altro guadagna più di un tutore della legge);
- nell'italietta, dove premessa tutta la solidarietà per le categorie, lo spastico o l'affetto da sindrome down (mongoloide) diventa disabile e poi, perchè offensivo, diversamente abile;
- nell'italietta dove se chiami il gay "frocio" sei perseguibile;
- nell'italietta dove è possibile far parte di un movimento per l'orgoglio pedofilo;
- nell'italietta dove è consentito manifestare solidarietà per i brigatisti rossi arrestati, ma dove mandare affanculo un pubblico ufficiale non è offensivo;
in quest'italietta dove offendere un'uniforme o una divisa o sputare addosso a uno sbirro è normale, forse un giorno ci daranno una pacca sulle spalle e diranno: "Tutto ok, non preoccuparti, sei solo su Scherzi a parte".

venerdì 8 maggio 2009

"Educazione Siberiana" di Nicolai Lilin

[..] Quella fiaba parlava di un branco di lupi che erano messi un pò male perchè non mangiavano da parecchio tempo, insomma attraversavano un brutto periodo. Il vecchio lupo capo branco però tranquillizzava tutti, chiedeva ai suoi compagni di avere pazienza e aspettare, tanto prima o poi sarebbero passati branchi di cinghiali o di cervi, e loro avrebbero fatto una caccia ricca e si sarebbero finalmente riempiti la pancia. Un lupo giovane, però, che non aveva nessuna voglia di aspettare, si mise a cercare una soluzione rapida al problema. Decise di uscire dal bosco e di andare a chiedere il cibo agli uomini. Il vecchio lupo provò a fermarlo, disse che se lui fosse andato a prendere il cibo dagli uomini sarebbe cambiato e non sarebbe più stato un lupo. Il giovane lupo non lo prese sul serio, rispose con cattiveria che per riempire lo stomaco non serviva a niente seguire regole precise, l'importante era riempirlo. Detto questo, se ne andò verso il villaggio.
Gli uomini lo nutrirono coi loro avanzi, e ogni volta che il giovane lupo si riempiva lo stomaco pensava di tornare nel bosco per unirsi agli altri, però poi lo prendeva il sonno e lui rimandava ogni volta il ritorno, finchè non dimenticò completamente la vita di branco, il piacere della caccia, l'emozione di dividere la preda con i compagni.
Cominciò ad andare a caccia con gli uomini, ad aiutare loro anzichè i lupi con cui era nato e cresciuto. Un giorno, durante la caccia, un uomo sparò a un vecchio lupo che cadde a terra ferito. Il giovane lupo corse verso di lui per portarlo al suo padrone, e mentre cercava di prenderlo con i denti si accorse che era il vecchio capo branco. Si vergognò, non sapeva cosa dirgli. Fu il vecchio lupo a riempire quel silenzio con le sue ultime parole:
"Ho vissuto la mia vita come un lupo degno, ho cacciato molto e ho diviso con i miei fratelli tante prede, così adesso sto morendo felice. Invece tu vivrai la tua vita nella vergogna, da solo, in un mondo a cui non appartieni, perchè hai rifiutato la dignità di lupo libero per avere la pancia piena. Sei diventato indegno. Ovunque andrai, tutti ti tratteranno con disprezzo, non appartieni nè al mondo dei lupi nè a quello degli uomini... Così capirai che la fame viene e passa, ma la dignità una volta persa non torna più". [..]

martedì 3 marzo 2009

Isao Okano. Le parole di un Maestro.


Isao Okano è uno dei più grandi personaggi del judo moderno..nel 1964 ha vinto le Olimpiadi a Tokio nella categoria sotto gli 80kg e solo l'anno dopo i Mondiali a Rio de Janeiro sempre nella stessa categoria..ma tra tutti i titoli quelli che mi sono rimasti più impressi sono le due vittorie (1967, 1969) nella categoria Open dell'All-Japan Judo Championships..è stato il lottatore più leggero ad aver mai vinto questo importante torneo..si è ritirato dalle competizioni a solo 25 anni..questa sono le sue parole:
Portare un avversario dalla posizione eretta a una posizione idonea alla lotta a terra è tanto un punto importante nello studio del judo, quanto un'evidente e sempre crescente carenza nel judo moderno. I due modi seguenti sono i metodi fondamentali per ottenere tale risultato.
Il primo consiste nel passare alla lotta a terra nel momento stesso in cui la tecnica di proiezione con cui avete cercato di atterrare l'avversario cessa il suo effetto.
Il secondo presuppone invece l'uso della proiezione in funzione della tecnica di lotta a terra con cui ritenete di poter avere la meglio sull'avversario.
Il primo metodo è applicato con naturalezza,e quasi inconsciamente, da tutti i judoka, il secondo richiede invece studio e allenamento. I numerosi judoka che, pur rendendosi conto dell'efficacia delle tecniche di lotta a terra, si lamentano di non riuscire a usarle nelle gare, probabilmente non si sono dedicati abbastanza allo studio dei metodi di passaggio dalla lotta in piedi a quella al suolo.
Il solo modo, permesso oggi dai regolamenti, per passare dalla proiezione all'immobilizzazione è che la prima abbia sortito un effetto tale da rendere così possibile la seconda. In altre parole, si deve portare abilmente l'avversario al suolo in una posizione idonea per continuare il combattimento.
Questo regolamento vago riflette l'errore dei dirigenti internazionali nel comprendere l'esatta natura della lotta a terra. E questo a sua volta giustifica l'eccessiva importanza che rivestono le proiezioni. Serve capire se le tecniche di lotta a terra sopravvivano o no nel judo moderno.

mercoledì 25 febbraio 2009

21

La brutta faccia qui sopra è proprio quella di cui parlavo in MILANIMAL x Cinelli..è Barry Sanders..nato a Witchita, in Kansas, nel 1968..non un semplice giocatore di football, uno dei tanti..vince l'Heisman Trophy quando ancora indossa la maglia numero 21 all'Università dell'Oklahoma..da professionista gioca nei Detroit Lions..e per tutti e dieci gli anni che scende in campo viene convocato per il prestigioso Pro Bowl..non so quanto centri col mio kimono o col vostro..o con un'americana o un armlock..o con un single leg..ma lui è un mito, una leggenda vera..e io preferisco scegliere come modello a cui ispirarmi uno come lui (..e spronarvi a fare altrettanto!!) piuttosto che accendere il televisore un pomeriggio qualsiasi e trovarmi davanti un tronista con le sopracciglia rifatte che parla di quanto siano cari i vestiti che indossa credendo pure di essere intelligente..f**k that!!
Questo è il nostro credo:
Too often we are scared.
Scared of what we might not be able to do.
Scared of what people might think if we tried.
We let our fears stand in the way of our hopes.
We say no when we want to say yes.
We sit quietly when we want to scream.
And we shout with the others,
when we should keep our mouths shut.
Why?
After all,
we do only go around once.
There’s really no time to be afraid.
So stop.
Try something you’ve never tried.
Risk it.
Enter a triathlon.
Write a letter to the editor.
Demand a raise.
Call winners at the toughest court.
Throw away your television.
Bicycle across the United States.
Try bobsledding.
Try anything.
Speak out against the designated hitter.
Travel to a country where you don’t speak the language.
Patent something.
Call her.
You have nothing to lose
and everything
everything
everything to gain.
JUST DO IT

lunedì 26 gennaio 2009

I sette principi del Bushidō

義, Gi: Onestà e Giustizia
Sii scrupolosamente onesto nei rapporti con gli altri, credi nella giustizia che proviene non dalle altre persone ma da te stesso. Il vero Samurai non ha incertezze sulla questione dell'onestà e della giustizia. Vi è solo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
勇, Yu: Eroico Coraggio
Elevati al di sopra delle masse che hanno paura di agire, nascondersi come una tartaruga nel guscio non è vivere. Un Samurai deve possedere un eroico coraggio, ciò è assolutamente rischioso e pericoloso, ciò significa vivere in modo completo, pieno, meraviglioso. L'eroico coraggio non è cieco ma intelligente e forte.
仁, Jin: Compassione
L'intenso addestramento rende il samurai svelto e forte. È diverso dagli altri, egli acquisisce un potere che deve essere utilizzato per il bene comune. Possiede compassione, coglie ogni opportunità di essere d'aiuto ai propri simili e se l'opportunità non si presenta egli fa di tutto per trovarne una.
礼, Rei: Gentile Cortesia
I Samurai non hanno motivi per comportarsi in maniera crudele, non hanno bisogno di mostrare la propria forza. Un Samurai è gentile anche con i nemici. Senza tale dimostrazione di rispetto esteriore un uomo è poco più di un animale. Il Samurai è rispettato non solo per la sua forza in battaglia ma anche per come interagisce con gli altri uomini.
誠, Makoto o 信, Shin: Completa Sincerità
Quando un Samurai esprime l'intenzione di compiere un'azione, questa è praticamente già compiuta, nulla gli impedirà di portare a termine l'intenzione espressa. Egli non ha bisogno né di "dare la parola" né di promettere. Parlare e agire sono la medesima cosa.
名誉, Meiyo: Onore
Vi è un solo giudice dell'onore del Samurai: lui stesso. Le decisioni che prendi e le azioni che ne conseguono sono un riflesso di ciò che sei in realtà. Non puoi nasconderti da te stesso.
忠義, Chugi: Dovere e Lealtà
Per il Samurai compiere un'azione o esprimere qualcosa equivale a diventarne proprietario. Egli ne assume la piena responsabilità, anche per ciò che ne consegue. Il Samurai è immensamente leale verso coloro di cui si prende cura. Egli resta fieramente fedele a coloro di cui è responsabile.

domenica 11 gennaio 2009

ALI "The Greatest"

"I won the title, became a champion.
Powerful and strong.
And then God tries you, takes my health.
Fixes it so it's hard to talk.
Hard to walk.
I'm blessed and thankful to God that
I understand he's trying me.
This is a trial from God.
He gave me this illness to remind me
that I'm not number one; He is."

ALI REFLECTING ON BEING AFFLICTED BY PARKINSON'S DISEASE

mercoledì 10 dicembre 2008

Da ricordare.. |2

Nessun uccello sale troppo in alto, se sale con le sue ali.
William Blake

martedì 9 dicembre 2008

Da ricordare..

"Dai sempre il massimo che puoi, ma sappi che il risultato finale non dipende solo da te!!"
Rickson Gracie

giovedì 9 ottobre 2008

Lo spirito di M.O.S.T. / Parte 2

“The difference between combat and sport is that in combat you
bury the guy who comes in second!!”
Unidentified Navy SEAL on the Discovery Channel’s “U.S. Navy SEALs II” 1999

sabato 27 settembre 2008

Rickson vs. Zulù: Prima Parte

“Se tamanho fosse documento, o elefante era rei da selva!!”
Correio Braziliense (Brasìlia, 25 Aprile 1980)

lunedì 15 settembre 2008

"L'uomo nell'arena" di T.Roosevelt

"Non è il critico che conta, né l'individuo che indica come l'uomo forte inciampi, o come avrebbe potuto compiere meglio un'azione!! L'onore spetta all'uomo che realmente sta nell'arena, il cui viso è segnato dalla polvere, dal sudore, dal sangue; che lotta con coraggio; che sbaglia ripetutamente, perchè non c'è tentativo senza errori e manchevolezze; che lotta effettivamente per raggiungere l'obiettivo; che conosce il grande entusiasmo, la grande dedizione, che si spende per una giusta causa; che nella migliore delle ipotesi conosce alla fine il trionfo delle grandi conquiste e che, nella peggiore delle ipotesi, se fallisce, almeno cade sapendo di aver osato abbastanza..dunque il suo posto non sarà mai accanto a quelle anime timide che non conoscono né la vittoria, né la sconfitta!!"
Theodore Roosevelt

mercoledì 3 settembre 2008

Masahiko Kimura

"Se i miei avversari si allenano sei ore al giorno per battermi, vorrà dire che io mi allenerò tutti i giorni per nove ore al giorno!!"
Masahiko Kimura

sabato 30 agosto 2008

Discorso, discorso, discorso!!

domenica 17 agosto 2008

Rudyard Kipling

"..ovunque ci sia da combattere, ogni uomo capace di insegnarlo può diventare re!!"
(Tratto da Rudyard Kipling, L'uomo che volle farsi re)