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mercoledì 13 aprile 2011

Campioni di niente.

Gracie Magazine - Agosto, 1999
Mi chiamo Rodrigo Leite Medeiros ma tutti mi chiamano "Comprido". Sono nato a Rio de Janeiro l'11 gennaio del 1977. Ho iniziato a fare jiu-jitsu nel 1992. Ero poco più di un ragazzo. Non ho mai smesso o fatto un solo passo indietro. In pochi anni mi sono guadagnato la cintura nera e lo scorso anno, alla prima occasione, ho scelto di continuare a battermi coi migliori al Mundial. Ho perso con Paulao alla seconda lotta. Dieci minuti sotto. In mezza guardia. Senza poter fare nulla. Sono uscito di lì che se avessi potuto avrei ucciso un leone a mani nude. Ho fatto di tutto per lottare di nuovo all'assoluto e, alla fine, per l'Alliance, siamo stati scelti io e Cláudio Moreno. Ho lottato con Renato Ferro, che già mi aveva battuto una volta in passato, e subito dopo mi sono scontrato con Zé Mario. In finale mi sono ritrovato davanti Roleta della Gracie Barra. Abbiamo chiamato la guardia insieme, mi sono subito rialzato e sono passato in vantaggio. In pochi secondi ho realizzato che avrei potuto buttarmi su quel piede e finirlo con un'americana. L'ho fatto e sono andato a prendermi la medaglia che avevo sognato per tutti questi anni.
Oggi, sabato 29 luglio del 2000, sto per salire ancora una volta sullo stesso tatami. Ogni volta sembra sempre più difficile. Sono nell'area di riscaldamento. Manca poco alla battaglia. Nino Schembri, uno dei lottatori più forti che abbia mai visto calcare la materassina del Tijuca Tênis Clube, è il mio prossimo ostacolo.
All'improvviso lo stadio intero si ammutolisce e, nonostante la tensione, allungo il collo e cerco di guardare meglio. Sullo stesso quadrato dove di lì a poco dovrò lottare c'è un ragazzo steso a terra, circondato dai paramedici che cercano in tutti i modi di rianimarlo. Da lontano mi sembra Erik Wanderlei, una cintura marrone di Belo Horizonte, con cui avevo fatto amicizia in tutti questi anni di jiu-jitsu. Mi avvicino preoccupato. E' uno sconosciuto. fermo. Immobile. Steso a terra senza vita. Faccio di tutto per aprire un varco verso l'uscita. Le telecamere di SporTV sono accese e puntano dritte verso la faccia bianca come quella di un fantasma del ragazzo svenuto. Ne prendo a calci una e, alla fine, riesco a farlo caricare sull'ambulanza. Rientro nello stadio. Stanco. Sudato. Sfinito. E sento solo gracchiare l'altoparlante: "Ringue 1, Antonio Schembri e Rodrigo Medeiros!".
Pochi minuti dopo l'incidente - Rio de Janeiro, 29 luglio 2000
Ho conosciuto Comprido nel mio secondo viaggio in Brasile nel 2002. Un lottatore formidabile. Come direbbe lui stesso "non un fenomeno, ma uno che ha battuto lottatori fenomenali". In quell'anno, nel 2000, si è guadagnato, battendo in finale Margarida, la sua seconda medaglia d'oro al Mundial nella categoria Assoluto. Era solo al suo secondo anno nelle cinture nere.
Il ragazzo che ha provato a soccorrere sul tatami si chiamava Jean Mendonça de Mesquita. E' morto in mezzo a più di 5000 persone come un cane. Steso a terra da un infarto dovuto all'abuso di sostanze dopanti. I genitori fecero quasi quattro giorni di pullman da Fortaleza fino a Rio de Janeiro per venirselo a riprendere morto.
In quell'ultimo fine settimana di luglio del 2000 al 451 di Rua Conde de Bonfim si sono dati appuntamento i migliori di tutti i tempi: Nino, Margarida, Shaolin, Leozinho, Leo Santos, Feitosa, Tererê, Zé Mario Esfiha, Café, Cachorrinho, Leo Leite, Gurgel, Arona, BJ Penn, Soca, Frédson Alves, Édson Diniz, Omar Salum, Robson Moura, Roleta, Parrumpinha e tantissimi altri.
Alcuni di loro hanno vinto, altri no. Resta il fatto che quello che ho scritto sopra, parlando con la voce di Comprido, è successo per davvero. Nino e Comprido hanno lottato come due tigri in un buco quel giorno (VIDEO - Comprido vs Nino Schembri @ Mundial 2000) e Jean è morto sul serio (Veja 9/8/2000 - Ed. 1661). Non per caso e nemmeno per finta. Davvero. Il settimanale brasiliano Veja chiude l'articolo sulla morte del giovane così:
Tudo indica que Jean Mendonça de Mesquita tenha caído na tentação de vitaminar seu corpo com remédios veterinários. De acordo com a investigação policial em andamento, atletas inscritos no campeonato mundial relataram que ele injetou Potenay minutos antes da luta fatídica. O laudo médico preliminar confirma que "informações colhidas no local davam conta de que ele teria usado a substância". Um fator que pode ter contribuído para o desfecho trágico foi a predisposição da vítima a doenças cardíacas. O pai de Jean implantou cinco pontes de safena no ano passado. O lutador cursava o último ano de administração de empresas, era casado com Camila, de 20 anos, e tinha um filho, Gabriel, de apenas 11 meses. Pensava em parar de competir e abrir uma academia em Fortaleza, onde morava. O sucesso no campeonato em que morreu era parte fundamental de seu plano, já que seria promovido a faixa preta, graduação mais alta do jiu-jítsu. Nos quinze dias antes da luta fatal, obedecia a uma rigorosa rotina de oito horas diárias de treinamento. "Ele estava muito forte", afirma o treinador Giancarlo Vidal. Os resultados definitivos dos exames realizados no corpo de Jean, que serão concluídos nos próximos trinta dias, devem confirmar se a potência muscular foi obtida à custa de doses para cavalo."
Comprido, in questi ultimi giorni, ha condannato il fenomeno del doping nel jiu-jitsu con una bellissima lettera (Testo - Tatame 8/4/2011) che credo tutti gli appassionati veri abbiano letto con piacere. Credo sia inutile aggiungerla in coda a quest'articolo ma invito comunque chi ancora non l'ha fatto a leggerla con attenzione.
Il mio parere personale a riguardo è molto semplice. Io ho scelto di vivere una vita sana, di riposare quanto basta, di mangiare bene e lasciar perdere le schifezze, di allenarmi, come alle volte è stato, fino allo sfinimento, ma soprattutto di essere una persona per bene, un uomo onesto. Non mi interessa molto delle scelte degli altri. Credo che i conti, alla fine, non si facciano sulla materassina davanti a un pubblico in delirio che applaude la tua vittoria ma a casa. Allo specchio o davanti alle persone che ami. Tua moglie. I tuoi figli. I tuoi amici. La tua famiglia. A te stesso come a loro non puoi mentire. Non puoi guardarti negli occhi e dire finalmente: "Ce l'ho fatta!", quando sai che, contando solo sulle tue forze, non saresti arrivato da nessuna parte.
P.S.: il titolo l'ho preso in prestito da un bellissimo libro di Marco Gregoretti, "Campioni di niente. Miti in provetta." Da leggere assolutamente!

venerdì 29 ottobre 2010

Vincere o superarsi.

Vincere potrebbe essere una variante del latino vincìre da cui victus dove il vinto altro non sarebbe che il nemico legato e condotto in servitù. Oppure si potrebbe cercare il significato della parola nella radice wik che rimanda sempre alla guerra, al combattimento, alla forza. Per cui vincere sarebbe costringere con la forza, raccogliere i frutti della guerra.
Quindi vincere non esiste senza combattere. Anche metaforicamente. La vittoria affonda le sue radici nello scontro, nella battaglia. E' il risultato di quel moto orizzontale furibondo che permette al protagonista di travolgere e, appunto, vincere chi gli sta di fronte.
Tutto il potere di superare sta nel prefisso super, stare sopra. Anzi, in questo caso, andare sopra. Superare vuol dire salire, scalare, arrivare in cima. Sopra appunto. Non necessariamente abbattendo un nemico ma alle volte affrontando prove ben più dure. Superarsi non da scampo. Non esistono scuse che giustifichino il fallimento nel misurarsi con se stessi. Essere meglio di quello che si è stati è un dovere. Per tutti.

giovedì 31 dicembre 2009

Articolo 1


Quando i fatti si complicano, cerco sempre di prendermi il tempo necessario per non lasciare indietro nemmeno un dettaglio. Cerco di studiare la situazione con molta attenzione e senza avventarmi sulla soluzione, anche quando sembra a portata di mano. Separo in modo chirurgico i dati, le supposizioni e i fatti. Con calma. Senza fretta. Metto in ordine i miei pensieri. E scrivo.
I dati:
  1. Il termine sport ha una lunga storia, traendo origine addirittura dal termine latino deportare che tra i suoi significati aveva anche quello di uscire fuori porta, cioè uscire al di fuori delle mura cittadine per dedicarsi ad attività sportive. Dal Francese, desporter (divertimento, svago) prese origine nell'inglese del XIV secolo il termine disport che solo successivamente, intorno al XVI secolo, venne abbreviato nell'odierno sport.
  2. La prima definizione di "politica" (dal greco πολιτικος, politikós) risale ad Aristotele ed è legata al termine "polis", che in greco significa la città, la comunità dei cittadini; politica, secondo il filosofo ateniese, significava l'amministrazione della "polis" per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano.
Le supposizioni:
  1. La scienza che studia l'origine, la storia e il vero senso delle parole, l'etimologia, spiega, nel modo più chiaro possibile, che il confine "fisico/geografico" fra sport e politica è il muro della città. Un muro alto e spesso. Un muro costruito per difendere la città dalle invasioni e per proteggere i suoi abitanti dai nemici.
  2. L'equazione sport/politica, quindi, è facile da risolvere: se è in città che ci si rifugia per difendersi e combattere il nemico, è invece al di fuori delle mura che ci si trova per affrontare e vincere l'avversario.
I fatti:
  1. Contrariamente alle speranze del barone De Coubertin, le Olimpiadi non impedirono le guerre. I Giochi del 1916 furono cancellati a causa dello scoppio della prima Guerra Mondiale, e lo stesso avvenne per i giochi del 1940 e 1944, a causa della seconda guerra mondiale. Inoltre i vincitori della prima guerra mondiale impedirono alle nazioni sconfitte di partecipare alle Olimpiadi del 1920. Lo stesso accadde nel 1948; tutte le nazioni che persero la II Guerra Mondiale (tranne l'Italia, a cui venne riconosciuta l'attenuante di aver dichiarato guerra, dopo l'armistizio del 1943, all'invasore tedesco) vennero escluse dai Giochi di Londra.
  2. Le Olimpiadi estive del 1936 a Berlino furono utilizzate come strumento di propaganda dal Partito Nazista Tedesco.
  3. L'URSS non prese parte ai Giochi Olimpici fino alle Olimpiadi di Helsinki del 1952 e dal 1928 in poi organizzò una competizione sportiva internazionale chiamate Spartachiadi.
  4. I Giochi Olimpici del 1956 furono le prime Olimpiadi a venire boicottate. Paesi Bassi, Spagna e Svizzera rifiutarono di parteciparvi in segno di protesta per la repressione da parte sovietica della rivolta ungherese del 1956; inoltre anche Cambogia, Egitto, Iraq e Libano boicottarono i Giochi a causa della Crisi di Suez.
  5. Un incidente politico di scala minore avvenne durante le celebrazioni dei giochi di Città del Messico 1968. Due atleti afroamericani della squadra di atletica leggera, Tommie Smith e John Carlos, durante l'esecuzione dell'inno statunitense alla cerimonia di premiazione dei 200 metri, eseguirono il saluto delle Pantere Nere, per denunciare il razzismo contro gli afroamericani negli USA.
  6. Uno dei capitoli più neri della storia olimpica venne scritto nel 1972, in occasione dei Giochi Olimpici di Monaco, in quello che passerà alla storia come il massacro di Monaco. Un commando di terroristi palestinesi prese in ostaggio 11 membri della squadra olimpica israeliana. Il tentativo di liberazione da parte delle forze dell'ordine finì in un bagno di sangue: morirono tutti gli atleti, cinque terroristi ed un poliziotto.
  7. Negli anni Settanta e Ottanta furono invece i boicottaggi a segnare i Giochi. Prima furono i paesi africani a boicottare le Olimpiadi del 1976 per protestare contro la tournée in Sudafrica, in pieno regime di apartheid, della nazionale neozelandese di rugby. Ai Giochi di Mosca nel 1980 furono gli USA, assieme ad altri paesi del blocco occidentale, a rifiutarsi di partecipare a causa dell'invasione sovietica dell'Afghanistan. Per reazione, i sovietici e i loro partner del blocco orientale boicottarono i successivi Giochi di Los Angeles nel 1984.
  8. Durante le Olimpiadi di Atlanta 1996, una bomba piazzata nel Centennial Olympic Park, uccise due persone e ne ferì più di cento. La bomba fu messa da Eric Robert Rudolph, che era un estremista cristiano.
Avrei voluto trovare una soluzione e invece le domande si sono moltiplicate.
Le uniche certezze sono che dalla politica di oggi e del passato più prossimo non ho avuto in dono grandi esempi. Solo parole, promesse non mantenute e lacrime di coccodrillo. Io, da atleta, amo la politica dei fatti, del sudore e del sacrificio. Io, da lottatore di jiu-jitsu, rispetto il mio avversario, pur lottando contro di lui con tutta la mia forza e fino allo sfinimento, perchè senza di lui la mia impresa non avrebbe senso. Io, da uomo, non voglio cercare modelli a cui ispirarmi, voglio sforzarmi per essere io d'esempio per gli altri.
La politica la lascio a chi ama le parole, le congetture, i comizi urlati e le frasi ad effetto.
Io sono un lottatore di jiu-jitsu.

martedì 22 dicembre 2009

Robson Moura vs Parrumpinha - Mundial 2000

Quando ancora non esisteva internet e tutto il "torrent" inutile di video didattici, mi finì per le mani un VHS..un remix di Marc Laimon, oggi leader della Cobra Kai di Las Vegas, del Mundial del 2000..era la prima volta in vita mia che vedevo un incontro di jiu-jitsu!!
Robson Moura contro Parrumpinha..
Dopo anni l'ho ritrovato sul "tubo" e lo regalo a tutte le mie cinture bianche per un nuovo anno di sana pratica!!

sabato 12 dicembre 2009

La Preistoria del Jiu-Jitsu Brasiliano


martedì 29 settembre 2009

A.D.C.C. 2009

Si sono appena concluse le fasi finali dell’ADCC 2009, tenutesi a Barcellona, e mi sembrava giusto postare subito i risultati. Visto, tra l’altro, che le sorprese non sono state poche..

Men’s Absolute Final
Bráulio Estima (Brazil) def. Xande Ribeiro (Brazil) via arm injury
Men’s +99kg (+218 lbs.) Final
Fabricio Werdum (Brazil) def. Roberto “Cyborg” Abreu (Brazil) via points (9-0)
Men’s -99kg (-218 lbs.) Final
Xande Ribeiro (Brazil) def. Gerardi Rinaldi (USA) via points (2-0)
Men’s -88kg (-194 lbs.) Final
Bráulio Estima (Brazil) def. André Galvão (Brazil) via inverted triangle
Men’s -77kg (-170 lbs.) Final
Pablo Popovich (Brazil) def. Marcelo Garcia (Brazil) via points (3-2)
Men’s -66kg (-145 lbs.) Final
Rafael Mendes (Brazil) def. Rubens “Cobrinha” Charles (Brazil) via points (3-0)
Women’s +60kg (+132 lbs.) Final
Hannette Staack (Brazil) def. Penny Thomas (USA) via kneebar
Women’s -60kg (-132 lbs.) Final
Luanna Alzuguir (Brazil) def. Sayaka Shioda (Japan) via points (3-0)

In sostanza, Braulio Estima si conferma, gi o no gi, uno dei lottatori più pericolosi al mondo vincendo sia categoria che assoluto. Mentre nelle rispettive categorie vincono Fabricio Werdum, Xande Ribeiro, Pablo Popovich che, per salire sul gradino più alto del podio, ha dovuto superare un certo Marcelo Garcia, e Rafael Mendes!!
Ma la novità più grande riguarda, a mio modesto parere, proprio la categoria dei -66 kg. Qui il talento della Atos, Rafael Mendes, dopo aver finalizzato in semifinale, via rear naked chock, uno dei migliori lottatori di jiu-jitsu di tutti i tempi, Leo Vieira, si ritrova in finale il quattro volte campione del mondo Rubens “Cobrinha” Charles battendo anche lui e laureandosi campione di categoria a soli 20 anni!!
I due si erano incontrati anche allo scorso World Pro Jiu-Jitsu Cup e, sempre in finale, Mendes aveva stupito tutti battendo Cobrinha e, soprattutto, sfoderando una nuova guardia che avrebbe, da quel momento in poi, fatto discutere parecchio..
Ognuno può dire ciò che vuole su Mendes e la sua guardia “fifty-fifty”. Che sia ostruzionista, poco spettacolare, attendista.. Fatto sta che è la seconda volta che in una competizione di livello mondiale si trova Cobrinha in finale e vince!! Il tutto, a 20 anni compiuti da poco!!

mercoledì 16 settembre 2009

MILANIMAL A.S.D. - Anno 2010/2011

Sono aperte le iscrizioni a MILANIMAL A.S.D. per l'anno accademico 2010/2011!!

Perché iscriversi:

Iscriversi a MILANIMAL A.S.D. è fondamentale. Significa dare un piccolo contributo allo sviluppo della pratica sportiva del jiu-jitsu brasiliano. Significa avere un’assicurazione che copre da eventuali infortuni, occorsi durante l’allenamento in palestra o la pratica agonistica, così come preteso in tutti gli ambiti sportivi più seri. Significa poter partecipare a tutte le iniziative di MILANIMAL A.S.D. – seminari e/o acquisto di maglie e gadget di MILANIMAL – “viaggiando in corsia preferenziale”, ovvero con sconti rispetto ai non iscritti, o addirittura gratuitamente. Significa aiutare gli atleti più meritevoli di MILANIMAL A.S.D. garantendo loro un rimborso spese minimo così come è già stato fatto in passato.

Come iscriversi:

Per iscriversi a MILANIMAL A.S.D. basta pagare la quota associativa di 35€/anno. I metodi di pagamento sono:

  • Tramite bonifico bancario usando il seguente codice IBAN IT38W0200801623000011139911 – intestato a MILANIMAL Associazione Sportiva Dilettantistica – specificando che si tratta della quota associativa annuale.
  • Tramite carta di credito in maniera semplice e sicura, attraverso il pulsante di pagamento offerto da PayPal che trovate all'inizio della sidebar in questa stessa pagina. Purtroppo, a causa dei costi di servizio imposti da PayPal l’importo da pagare è non più di 35€ ma di 36,70€.

La validità dell’iscrizione a MILANIMAL A.S.D. va dal 1° settembre al 31 agosto e deve essere rinnovata annualmente. Per completare la procedura d’iscrizione ed ottenere così la tessera di riconoscimento dell’E.N.D.A.S. di MILANIMAL A.S.D. bisogna fornire i seguenti dati anagrafici senza i quali diventa impossibile ottenere dall’ente di promozione sportiva al quale MILANIMAL A.S.D. appartiene la propria tessera di riconoscimento e la corrispondente assicurazione soci – UNIPOL, la cui attivazione partirà entro un mese dal pagamento della quota associativa. I dati devono essere inviati all’indirizzo milanimal@gmail.com entro e non oltre 24 ore dall’iscrizione.

Nome e Cognome: ...
Data e Luogo di Nascita: ...
Residenza: ...

L’iscrizione è obbligatoria solo per gli agonisti ai quali viene ulteriormente richiesto di presentare un certificato medico che dichiari l’atleta stesso idoneo alla pratica agonistica entro la prima competizione dell’anno accademico 2010/2011. Per quanto riguarda invece gli amatori l’iscrizione è assolutamente facoltativa.


giovedì 11 giugno 2009

Buona la prima..

Questo è il primo incontro dell'unico vero grande nome di questo Mundial: Roger Gracie..i numeri non sono simpatici a nessuno ma andatevi a vedere il record personale di questo ragazzotto!! Quante finali negli ultimi anni?! Quante medaglie?! Quante finalizzazioni?! ..e che jiu-jitsu!! Guardatevi Rogerao contro il talento a stelle e strisce, già campione mondiale, Rafael Lovato..prima che la BudoVideos me lo cancelli!!

giovedì 14 maggio 2009

Margarida vs. Fabio Gurgel: Keep It Simple!!

Dopo più di 15 anni passati senza battere le famose "três tapinhas" sulla materassina, Fabio Gurgel si trova di fronte l'astro nascente Margarida!!

sabato 18 aprile 2009

13.6.1993

E' il 13 giugno del 1993 e a Rio de Janeiro, più precisamente nel Clube Hebraica, si svolge il 1° Campionato Brasiliano di Jiu-Jitsu..è un momento storico che marcherà l'evoluzione di questo sport negli anni a venire..sono pochissime le testimonianze video di quel giorno..purtroppo!!
Paquetà, amico di Carlson fin da giovanissimo e forse la voce narrante più accreditata di quel periodo storico, giusto un paio di settimane fa ha aggiunto sul tubo qualche video di quel campionato!!
Mi viene quasi la pelle d'oca a pensare a quegli anni..
Qui di seguito una lotta storica tra Luìs Carlos Valois e Renzo Gracie..faixa preta, peso pena..poderoso, Mestre Valois!!
..e pensare che tutto iniziò così:
Eu tinha dez anos quando Artur Virgílio Neto me ensinou o primeiro golpe de jiu-jitsu e, a partir de então, criou-se um sonho: praticar o esporte até ser igual àquele faixa-preta, também diplomata, campeão e inteligente.
As simpatias e exemplos que as crianças resolvem seguir não se explicam, mas os resultados das influências são de fácil previsão. Com muita determinação, passados mais de quinze anos daquele dia, consegui a mesma faixa e talvez mais títulos do que meu velho amigo. Quanto à carreira, do Instituto Rio Branco, além de não ter vocação, tinha um outro ídolo para seguir, e já inteligência, nem treinando se consegue e, assim, fiquei com a que me é natural.
Naquele tempo e há pouco, o jiu-jitsu era um esporte desconhecido, apesar de milenar. Poucas pessoas o praticavam. Sem ajuda do cinema, da televisão e dos karatês kids da vida, apenas pelos benefícios que traz, o jiu-jitsu foi conquistando adeptos. O Amazonas acompanhou o avanço do esporte e hoje é um dos estados com o maior número de campeões nacionais. Mas o que anda acontecendo com essa arte marcial que nasceu para defesa? Objeto de notícias policiais que relatam variadas formas de agressões atribuídas a seus praticantes, o esporte sofre e é a maior vítima.
O jiu-jitsu se pratica de quimono e contra um só adversário, portanto não pode ser razão das brigas de galeras, como se tem insinuado. Também não tem entre seus golpes: chutes e socos; e muito menos utiliza armas de qualquer espécie. Daí se pode observar uma certa doze de exagero e sensacionalismo de nossos jornalistas, o que, aliás, não é de se espantar.
O jiu-jitsu esporte não pode de forma alguma ser responsabilizado pelo aumento da violência em nossa sociedade, e como esporte da moda, com um sem-número de praticantes, não está imune à contaminação. O certo é que os praticantes de jiu-jitsu contagiados não tiveram exemplo, o estado não lhes deu orientação nem freio e a violência veio à tona, contudo o esporte não contribuiu para isso, até pela absoluta ineficácia do meio.
Enquanto a violência é exceção, há tempo para a sociedade fazer alguma coisa. Mas, no momento, escrevo preocupado com o jiu-jitsu, e sei que há praticantes despreparados, os quais servem de exemplo para novos, pequenos e confusos praticantes. Portanto, há tempo para se extirpar do esporte os primeiros e orientar os demais.
Por sorte, tive educação e bons exemplos, o que não tem sido comum e, como sempre digo: uma criança tem dez por cento de chances de seguir os bons exemplos e noventa por cento de chances para seguir um mal exemplo, e estes vêm crescendo.

venerdì 17 aprile 2009

Got Jiu-Jitsu?!

giovedì 2 aprile 2009

PanAms..

E' da poco finito il Campionato Panamericano di Jiu-Jitsu..
..ai blocchi di partenza tra i vari cavalli di razza c'era anche il figlio di Rickson, Kron Gracie, in corsa per il suo ennesimo titolo..
..qui di seguito il link per vedere la sua finale contro il talento della CheckMat di Leozinho Vieira, Lucas Leite!!

martedì 3 marzo 2009

Isao Okano. Le parole di un Maestro.


Isao Okano è uno dei più grandi personaggi del judo moderno..nel 1964 ha vinto le Olimpiadi a Tokio nella categoria sotto gli 80kg e solo l'anno dopo i Mondiali a Rio de Janeiro sempre nella stessa categoria..ma tra tutti i titoli quelli che mi sono rimasti più impressi sono le due vittorie (1967, 1969) nella categoria Open dell'All-Japan Judo Championships..è stato il lottatore più leggero ad aver mai vinto questo importante torneo..si è ritirato dalle competizioni a solo 25 anni..questa sono le sue parole:
Portare un avversario dalla posizione eretta a una posizione idonea alla lotta a terra è tanto un punto importante nello studio del judo, quanto un'evidente e sempre crescente carenza nel judo moderno. I due modi seguenti sono i metodi fondamentali per ottenere tale risultato.
Il primo consiste nel passare alla lotta a terra nel momento stesso in cui la tecnica di proiezione con cui avete cercato di atterrare l'avversario cessa il suo effetto.
Il secondo presuppone invece l'uso della proiezione in funzione della tecnica di lotta a terra con cui ritenete di poter avere la meglio sull'avversario.
Il primo metodo è applicato con naturalezza,e quasi inconsciamente, da tutti i judoka, il secondo richiede invece studio e allenamento. I numerosi judoka che, pur rendendosi conto dell'efficacia delle tecniche di lotta a terra, si lamentano di non riuscire a usarle nelle gare, probabilmente non si sono dedicati abbastanza allo studio dei metodi di passaggio dalla lotta in piedi a quella al suolo.
Il solo modo, permesso oggi dai regolamenti, per passare dalla proiezione all'immobilizzazione è che la prima abbia sortito un effetto tale da rendere così possibile la seconda. In altre parole, si deve portare abilmente l'avversario al suolo in una posizione idonea per continuare il combattimento.
Questo regolamento vago riflette l'errore dei dirigenti internazionali nel comprendere l'esatta natura della lotta a terra. E questo a sua volta giustifica l'eccessiva importanza che rivestono le proiezioni. Serve capire se le tecniche di lotta a terra sopravvivano o no nel judo moderno.

giovedì 19 febbraio 2009

La pasta con le cime di rapa è doping!!

Erano settimane che lo cercavo..ormai avevo quasi perso le speranze..ma alla fine la mia tenacia è stata premiata!!
Il nostro Spigolo, all'anagrafe Fabrizio Rao, dopo un passato illustre da karateka, ha deciso di dedicarsi al jiu-jitsu brasiliano, e alla sua prima gara importante chi si trova davanti?! Bixente Lizarazu, ex campione del mondo di calcio con la nazionale francese..da una parte la ferocia italica alimentata a pasta con le cime di rapa e dall'altra il frutto di anni di allenamenti veri..
..bravo, Spigolo..
..quasi lo mettevi a dormire il basco!!

sabato 24 gennaio 2009

FEDOR EMILIANENKO - The Baddest Man On The Planet [VIDEO - ENG]

Tra poche ore tocca di nuovo a Fedor..visto che pochi giorni fà abbiamo parlato di Satoshi Ishii, new entry nel mondo dei pesi massimi, oggi mi sembra giusto (..per par condicio!! Non sia mai che qualcuno se ne avesse a male..) postare i link per vedersi sul tubo il recentissimo FEDOR EMILIANENKO - The Baddest Man On The Planet, un documentario sulla vita sportiva dell'idolo russo!!
Buona visione..

lunedì 8 dicembre 2008

C'era una volta..

domenica 23 novembre 2008

COPPA ITALIA DI GRAPPLING [VIDEO]

Qui di seguito il link per vedere tutti gli incontri della Coppa Italia di Grappling..una delle migliori manifestazioni di lotta senza kimono che si siano mai organizzate qui in Italia!!
In bocca al lupo a tutti gli italiani che ci rappresenteranno ai prossimi mondiali di Lucerna!!

Gattuso, Materazzi & Co.

Per i palati fini dell'italiano medio abituato alle sfuriate di Gattuso, Materazzi e compagni..eccovi un video degno di uno sport che possa veramente chiamarsi Sport, con la S maiuscola!!
Buona visione a tutti..

mercoledì 19 novembre 2008

Oscar Cucchetti vs. Marco Bancone [VIDEO]


Ecco un video dei nostri dall'ultima Coppa Italia di Grappling..a breve gli altri incontri dei Prima Serie!!

giovedì 23 ottobre 2008

2008 Jiu-Jitsu World Championships Finals DVD

BudoVideos.com è un sito che si occupa di arti marziali..dagli articoli specifici per quelle più tradizionali a tutto quello che riguarda i sistemi di difesa personale più moderni..dai video ai magazines venduti oltre oceano..tra i tanti prodotti, uno mi ha colpito in particolar modo: 2008 Jiu-jitsu World Championships Finals DVD ..un DVD che raccoglie tutte le finali dell'ultimo Mundial de Jiu-Jitsu tenutosi negli Stati Uniti..fatevi un regalo e ordinatelo..per poche e semplici ragioni:
  • Per la prima volta in assoluto un prodotto ben curato..ottime riprese, breve profilo iniziale dei vari lottatori impegnati nelle finali e commento in inglese/giapponese di due cinture nere per tutta la durata degli incontri..lavoro ben fatto!!
  • C'è una sezione in cui vengono spiegati tutti i movimenti più innovativi delle finali..è sicuramente la parte più bella e meglio curata..soprattutto dal punto di vista del montaggio!!
  • Sembra banale dirlo, ma un DVD del genere vale come 1000 DVD didattici..ogni finale è una lezione di 10 minuti di puro jiu-jitsu brasiliano..da vedere e rivedere..da commentare con i compagni d'allenamento..e da riprovare in palestra!!
2008 Jiu-Jitsu World Championships Finals DVD Trailer